Location: appartamento di Viola
On Air: il suo respiro.

Non credo di avere forza a sufficienza per muovermi. O voglia, non lo so. Probabilmente mi mancano entrambe. Ho il capo di viola su un braccio, sto scrivendo bieca come se fossi accoccolata in una trincea e mi meraviglio di come alle quattro e trenta del mattino i miei occhi riescano a stare perfettamente svegli e il mio corpo dorma. Avevo bisogno di rendere giustizia al modo in cui ci siamo lasciate e trovate. Avevo bisogno che quella che un tempo era una realtà vivida, poi sbiadita, tornasse come una conferma. Un senso di rivalsa enorme ad ogni bacio, ogni ansimo, ogni dannato tocco. E si è decisamente preoccupata troppo, di quel pugno, di quel labbro rotto. Quello che era Viola é tornata ad essere la mia realtà di adesso, il letto caldo e le lenzuola sgualcite e profumate per cui vale la pena implorare di essere tenuti con se. Fa malissimo, ma é così giusto da farmi paura.

Dovrei fermarmi e tornare sui miei passi, quando questa spavalderia scemava alla prima minaccia. Adesso vado talmente oltre il mio personalissimo limite che ogni dolore è singolarmente calibrato come un colpo in canna, l’unico, in una roulette russa.
Per farla breve, sto facendo la sborona con la pistola sbagliata.

shirahime @ commenti

Location: Cucina – Sexy City
On Air: Sam Sparro - Pocket

Non saprei dire se l’allucinio, tutto quello che sento da quattro o cinque giorni a questa parte, arriva direttamente dalla musica a tutto volume o dagli orari impossibili a cui sono costretta da quando ho messo piede fuori dall’aereo che da Londra ha fatto scalo direttamente a New York. So solo che pago l’affitto regolarmente e posso ancora permettermi di fare quel che cavolo preferisco a qualsiasi ora sia. Che siano semplici schiamazzi o un casino da discoteca. Devo abituarmi all’orario nuovo, assolutamente. Sono ubriaca di tutti i minuti che mi levo dalla mattina e il fatto che il mio lavoro sarà pomeridiano / serale non è un incentivo a regolarizzarmi. Gallerie, bar, negozi. Frequento un po’ quello che mi viene in mente finché ho tempo e voglia di farlo, quando non ne avrò probabilmente sarà necessario darmi una smossa.

Fino a quel momento.. bèh credo che fino a quel momento posso tranquillamente continuare a frequentare il Sosa, la sera e farmi un po’ di conoscenze. La vita risulta ridondantemente vuota anche se, spesso e volentieri, incrocio sconosciuti che mi passano attraverso con un sorriso, una risata, o semplicemente qualche ora passata all’insegna di una conversazione placida. Ieri credo fortemente che mi abbiano riaccompagnata a casa in braccio. A Islington c’era sempre qualcuno che mi prendeva in braccio in quel modo, mi stringeva come se fossi una cosa senza peso ma con molto valore e conversava con me fino alla porta di casa, dio solo sa come la facevo finita. Quel ragazzo, Aiden, è stato gentile. Ci sono delle cose che vanno pagate più che con una semplice risata per generare un ricordo. Mi trovo costretta a ricredermi.

… intanto non riesco a ricordarmi se gli ho scarabocchiato il numero a penna sulla mano o meno.

shirahime @ commenti

Location: Monolocale – Los Angeles 
On Air: Feeling Good – Muse

La città del peccato e della disperazione. Quando ti butti nei posti che la vecchia mamma ti consiglia, senti il cuore battere più velocemente. Odora di sesso, di rabbia. Mi chido chi sia stato ad aver detto che gli angeli sono quelli con il cuore tenero. A volte ti inietta la vita con una ferocia che nemmeno hai idea di quanto possa farti male. Tutto il dolore che hai vissuto, tutto quello che vivrai, sei certo che non è niente rispetto a quella siringa, quell’attimo. Ed ecco che poi si innesca il meccanismo di distruzione più potente che tu abbia mai provato, perché sai bene, sei lucido, che quello che ti è successo è come una iperbole di sensazioni. Allora non fai altro che iniziare a sfondare e distruggere. Distruggi così violentemente, che ogni barriera tirata giù diventa sistematicamente il più uno nella scala della vita che stai salendo per raggiungere un piano qualsiasi e cominciare a respirare, sconnesso, pronto al raggiungimento del nirvana ed avere, alla fine, un po' di pace. Un solo piano. Dopo una rampa che hai paura di ripecorrere. Che non risaliresti mai che.. hai d’avanti. Sei nel punto in cui i polmoni fanno male, ed il cuore lo sfiori con la punta delle dita se provi a portarle sul petto e fermarti. Tutto è un grandissimo dolore che una notte può scrollare via in un momento. E dietro di te c'è la scia muta e scura di quelli a cui hai dato un po' di quello che sei.

Non facciamo altro che entrare ed uscire dalle persone come se non fossero nient'altro che finestre e noi vento. Non riesco ad offendermi per la metafora. Neppure se mi fermo ad osservare tutto il caos che mi sono lasciata dietro.

shirahime @ commenti

Controindicazioni


Emylie è un personaggio inventato per un gioco di ruolo ambientato a New York. In questo blog non viene riportato altro che il suo sgangerato diario. Pertanto ci sono delle avvertenze da fare.

Ai lettori occasionali: fatti, nomi e persone citati in questo blog sono inventati di sana pianta o giocati da altri player e non corrispondono a realtà alcuna, citazioni spare apparte.
Ai lettori provenienti dalla land: il diario è privato, lo tiene su un quaderno, aggrappatevi con lo scotch dove più avete piacere a farlo, ma le informazioni contenute quì se non vengono riferite in ON verranno considerate metagame. (x3)

Sirens Sounds


Nome: Emylie ( è-mì-li )
Cognome: Mayer
Nata a: Londra
Il: 9 Marzo
Età: 26 Anni
Capelli: Rossi
Occhi: Grigi
Altezza: 175cm
Peso: 52kg

Shirahime * nasce negli UK da madre giapponese e padre inglese fino al midollo. Quì trascorre tutta la sua vita, dedicandosi solo in un primo momento all'arte, fin poi a laurearsi in scienze della comunicazione in un secondo momento. Accanita fan della moda ha scritto per diverse riviste Glam di pubblicazione londinese e come abbia infine scelto di spostarsi in america.. è un po' un mistero.

Dedica a Vaan


FU <(°.°<)(>°.°)> FU

SIO (^°.°^)(^°.°^) SIO

NE (>°.°)><(°.°<) NE

TADA' <(<*_*>)> TADA'